Avere il coraggio delle proprie “intuizioni”

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Il Texas Hold’em non è un gioco per deboli di cuore. Il Texas Hold’em non è un gioco per femminucce. Il Texas Hold’em non è un gioco per ragazzini. Per vincere nel Texas Hold’em bisogna essere convinti delle proprie azioni e quando si ha un idea bisogna crederci fino in fondo.

 

 

Non sto dicendo qui che la prima idea è quella che conta, anzi molto spesso durante il corso di una mano capita che subentrino nuovi elementi in grado di farci cambiare l’opinione iniziale. Quello che invece voglio dire è che bisogna avere il coraggio di essere coerenti con quello che si sta pensando. Quando pensiamo che il nostro avversario sia in bluff dobbiamo avere il coraggio di chiamare le sue puntate. Tutto questo per raccontarvi una mano che mi è capitata qualche giorno fa, in cui ho fatto “il pollo” e me la sono svignata con la mano migliore, per paura di essere battuto.

La mano in questione

Stavo giocando un HU contro un avversario molto loose-aggressive, ai limiti del maniac, quando mi trovo dallo SB con 89off, bui 50-100 e il mio avversario con 1200 chips contro le mie 1800 . Decido per un limp dal momento che più volte il mio avversario mi aveva dato la possibilità di vedermi un flop gratis dal bottone, senza rilanciare la mia passività. Al flop escono T4T rainbow e il mio avversario checca, io me ne esco di 100 per provare a portare via il piatto ma sfortunatamente per me il ragazzo decide di callare. Turn 8 e check,check. River 2 e a questo punto il mio opponent se ne esce all in per 1000 su un piatto di 400. Che cosa potrebbe rappresentare la sua giocata?

Analizziamo dunque la puntata del mio avversario, per cercare di capire che cosa probabilmente ha in mano: • Un terzo dieci: questa è l’ipotesi più accreditata ma scarsamente probabile dal momento che avrebbe effettuato una value bet di dimensioni sicuramente minori vista l’entità del piatto e vista la grande importanza delle chips a questo livello dell HU e soprattutto in funzione della mia debolezza rappresentata durante la mano • Una pp in mano: è possibile che un maniac di questo tipo abbia deciso di giocare una pocket pair maggiore dei 4, anche fino ai JJ, in questa maniera, ma poi non avrebbe fatto all in, questo per via della paura che io abbia in mano un T. Inoltre la mia puntata al flop rappresenta un 4, quindi con in mano una coppia di 9 per esempio avrebbe deciso per una value bet di circa 200. • Spesso molti giocatori di questo tipo fanno call sia con in mano il 4 iniziale o con semplicemente due carte alte, per sperare di connettere durante i round successivi, ma dal momento che, coppia di T esclusa, il mio 8 è la carta più alta in tavola l’unica mano che giustificherebbe tale puntata è un bluff con qualcosa come JQ o A9 A questo punto l’unica paura che dovrei avere è quella di un 8 con un kicker migliore del mio, ma anche in questo caso perché fare all’in avendo solo qualcosa da rischiare? Fatte le dovute considerazioni da buon giocatore di Texas Hold’em dunque mi ero convinto che altro non potesse trattarsi di un bluff, ma dopo averci pensato tutto il tempo a mia disposizione decisi di foldare la mano, convinto di poter battere il mio opponent in una situazione molto più semplice. Chiaramente subito dopo il mio fold il ragazzo mi mostra 42 off. Questione di coraggio….pollo!

Avere il coraggio delle proprie “intuizioni”ultima modifica: 2010-04-08T14:28:33+00:00da texas-holdem
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